Acqua potabile, divieto per uso diverso da quello alimentare e igienico-sanitario

Con il sopraggiungere della stagione estiva, un fenomeno increscioso oramai comune da svariati anni non solo nel territorio di Simeri Crichi ma nell’intero circondario, è quello inerente alla carenza idrica sul calare della sera. A partire dal tardo pomeriggio, le abitazioni poste nelle zone più alte del paese, iniziano rapidamente a risentire di tale disagio e con il passare dei minuti, il disagio si amplia nell’intero paese arrivando a lasciare i rubinetti completamente a secco intorno alle 20.30. Un problema da tanti lamentato ed in particolare da chi rientra a casa dopo un’intera giornata di lavoro, necessitando di una doccia o delle più comuni esigenze primarie.

Si è ben compreso da tempo come alla base del fenomeno vi sia un abbondante abuso di acqua potabile da parte di quegli agricoltori che devono ovviare all’irrigazione delle coltivazioni, favorendo così il repentino svuotarsi delle vasche. A tale scopo viene posta in essere una nuova ordinanza comunale, con la quale, il primo cittadino vieta categoricamente l’utilizzo dell’acqua potabile per usi diversi da quello alimentare ed igienico-sanitario, «ed in particolare – si legge nell’ordinanza – per il lavaggio degli autoveicoli con sistemi domestici, per il lavaggio di spazi ed aree pubbliche e/o private, per l’irrigazione ed annaffiamento di orti e giardini, riempimento di vasche e piscine, nonché per ogni altro uso improprio che comporti prelievi anomali dalla rete». 

L’invito alla cittadinanza è volto alla collaborazione «facendo un uso corretto e responsabile dell’acqua potabile al fine di garantire la regolarità dell’erogazione», specificando altresì come ai contravventori dell’ordinanza verranno comminate le sanzioni amministrative nella misura da 25 a 500 euro per ogni violazione accertata ai sensi dell’art. 7 bis del D.Lgs. 267/2000.

L’ORDINANZA

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Pubblicato da Redazione

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